Battle Cry: e Richard Borg riscoprì i wargames tridimensionali

Nel 2000 la Avalon Hill pubblicò un gioco che ebbe poco successo nel nostro paese, ma che creò un nuovo modo di intendere i wargames tridimensionali: Battle Cry. Il gioco, ideato dal prolifico Richard Borg, riproduce su un tabellone esagonale gli scontri più importanti della guerra di secessione americana, permettendo, grazie ad un regolamento semplice e snello, di entrare in pochi minuti nel mondo dei wargames. Purtroppo la prima edizione è ormai fuori produzione da un po’, ma nel 2011 il gioco è stato ripubblicato in un’edizione celebrativa del 150° anniversario della Guerra Civile Americana.

Battle Cry edizione 150° anniversario riproduce 30 scenari diversi ispirati ai principali scontri tra gli eserciti confederati e quelli dell’unione. All’interno infatti sono inseriti sia gli scenari della prima edizione di Battle Cry che quelli dell’espansione “Jackson Campain”, aggiungendo altri 13 scenari inediti.

Il regolamento, così semplice da essere contenuto in sole 8 pagine del manuale, ha dato via al Command & Colors System, adottato da Richard Borg in numerose altre creazioni.

In pratica il gioco si svolge su un tabellone esagonale diviso in tre settori (laterale sinistro, centrale e laterale destro) in cui, in base allo scenario scelto, viene riprodotto il campo di battaglia (disponendo i tasselli rappresentanti foreste, colline, fiumi, barricate…) e vengono schierate le unità così come disposte nei resoconti dello scontro reale.

Subito dopo ogni giocatore sceglie se prendere le parti dell’esercito confederato, entrando nel ruolo di uno dei famosi generali del conflitto: da Lee a “Stonewall” Jackson, o interpretare uno dei comandanti dell’unione: dal futuro presidente Ulysses S. Grant al meno conosciuto George G. Meade.

Lo scenario scelto indicherà quante carte comando avrà in mano ogni generale e quali sono i suoi obiettivi di vittoria, nonchè chi prenderà l’iniziativa per giocare. Il gioco si svolge in turni durante i quali il giocatore dovrà scegliere una carta comando che indica il numero di unità che potrà attivare in un determinato settore (laterale o centrale). Le unità attivate potranno muoversi ed attaccare in base a delle regole specifiche, subito dopo il giocatore di turno pescherà una nuova carta comando per la sua mano e passerà il testimone al generale avversario.

All’interno del gioco sono contenute 4 tipi di unità, che rappresentano le tipologie di compagnie principali della guerra di secessione:

- Unità di Fanteria: composte da 4 modelli, si muovono di 1 esagono e possono sparare a 4 esagoni di distanza tirando 4 dadi contro i bersagli adiacenti ed un dado in meno per ogni esagono di distanza dal bersaglio oltre il primo.

- Unità di Cavalleria: composte da 3 modelli e logicamente più veloci della fanteria (3 esagoni di movimento) ma, essendo armate di sciabole, possono attaccare solo i bersagli adiacenti tirando 3 dadi da combattimento.

- Unità di Artiglieria: che hanno giocato un ruolo fondamentale durante la guerra civile. Sono composte da tre modelli (due di equipaggio ed uno con il cannone) ed hanno la limitazione, una volta attivate, di poter o muovere in un esagono o sparare ad una distanza di 5 esagoni sottostando alle stesse regole della fanteria: partendo da 5 dadi combattimento tira un dado in meno per ogni esagono di distanza dal bersaglio.

- I generali: unità chiave del gioco, possono muoversi di tre caselle ed unirsi alle altre unità. Tuttavia partecipano ai combattimenti solo quando sono insieme ad altri modelli conferendogli particolari bonus: ignorare un risultato ritirata quando l’unità viene attaccata, poter spostare l’unità su un esagono precedentemente occupato da un avversario se sconfitto in combattimento.

I combattimenti sono risolti in modo semplice e veloce. I dadi da combattimento, specifici per questo gioco, possono avere i seguenti risultati: Artiglieria, Fanteria, cavalleria, sciabole incrociate (qualsiasi unità/generale), bandiera. Il risultato del tiro dei dadi viene confrontato con l’unità attaccata per verificare che tipo di modello si è colpito. Le sciabole incrociate valgono per qualsiasi modello e permettono di colpire i generali quando viaggiano da soli. Per ogni colpo andato a segno il difensore dovrà togliere un modello dalla propria unità. Per ogni risultato bandiera ottenuto invece l’unità in difesa dovrà arretrare di una casella.

Nonostante la semplicità del regolamento Battle Cry costituisce un punto di riferimento per tutti quei giocatori che, non avendo tempo per dedicarsi al modellismo ed a wargames più impegnativi, cercano una soluzione rapida ma soddisfacente con cui confrontarsi. Il successo del sistema di gioco, battezzato Command and Colors System, ha portato Borg ad ampliarlo su altri giochi, confrontandosi con diverse ambientazioni: nel 2004 con Memoir ’44, della Days Of Wonders, ambientato nei campi di battaglia della seconda guerra mondiale, nel 2006 con Command & Colors Ancients, pubblicato dalla GMT games ed in grado di riprodurre scontri dal 3.000 AC fino al medioevo (400 DC), sempre nel 2006 da BattleLore, ambientazione fantasy della Fantasy Flight Games. Ultimi usciti, tra 2010 e 2011: Command & Colors: Napoleonics, sempre della GMT games, ambientato nei conflitti napoleonici e Battle of Westeros, ambientato nell’universo di G.R.R. Martin dalla Fantasy Flights, anche se tuttavia quest’ultimo non ha visto la partecipazione diretta di Richard Borg.

IL COMMENTO DE “IL GIOCATORE”:

Ho avuto l’occasione di giocare a Battle Cry quando usci nella sua prima edizione, nel 2006. Ricordo che in meno di 20 minuti aprimmo il gioco, leggemmo le regole e preparammo lo scenario iniziando subito a giocare. Il gioco è assolutamente consigliato per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al mondo dei wargames, magari per passare poi a qualcosa di più complesso, o per chi, già abituato a giochi più elaborati, non trova più il tempo o la voglia di stargli dietro e cerca un’alternativa semplice e veloce. Purtroppo però il gioco presenta un paio di elementi che lo affidano molto al caso (fattore spesso indigesto per il “wargamisti”) quali ad esempio la pesca di carte per assegnare ordini alle unità ed il continuo ricorso ai dadi negli scontri.

Va inoltre segnalato come, riproducendo degli scontri reali, in alcuni scenari una fazione si trova avvantaggiata rispetto all’altra. Elemento che a mio parere non limita il gioco (tra gli scenari ce ne sono comunque parecchi molto equilibrati) ma permette ai giocatori di confrontarsi in sfide sempre più ardue, restando un minimo legato alla realtà storica degli eventi.

Da buon appassionato di storia americana consiglio comunque l’edizione di Battle Cry 150° Anniversario della Guerra Civile non solo per la bellezza e la semplicità, ma anche perchè ristampa da collezione dell’ormai introvabile classico con cui Richard Borg lanciò il suo sistema di gioco (Io ovviamente non me lo sono fatto sfuggire, approfittando di una delle tre copie in vendita al Play 2011 di Modena ;))

NOTE POSITIVE:

- Battle Cry 150° Anniversario della Guerra Civile è un’edizione da collezione.

- Gioco semplice e veloce.

- Ideale per chi non ha tempo per dedicarsi a wargames più elaborati e cerca un gioco “all inclusive”.

NOTE NEGATIVE:

- Disponibile solo in lingua inglese.

- Solo per 2 giocatori.

- Forte pesò della casualità delle carte o dei dadi.

IL VOTO: 7

LINK UTILI:

Leggi on line il manuale della prima edizione di Battle Cry

Visita il sito ufficiale della Wizards of the coast, editore di Battle Cry 150° Anniversario

Visita il sito non-ufficiale per scoprire nuovi scenari creati dagli appassionati e consigli per delle house rules

Guarda un esempio di partita a Battle Cry:

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7 Responses to Battle Cry: e Richard Borg riscoprì i wargames tridimensionali

  1. Pingback: Concluso il primo sondaggio del Blog! « Il Giocatore

  2. Sinclair scrive:

    Non posso che confermare quanto hai detto, soprattutto riguardo all’edizione del 150°. Sistema molto versatile, adattabilissimo anche con scenari personalizzati (ne stanno già spuntando diversi in giro). Personalmente stavo lavorando a degli scenari relativi alle principali battaglie del Risorgimento. Un bel Volturno o un Solferino sarebbero un bel soggetto per uno scenario.

  3. Ciao Sinclair,

    in effetti il sistema si presta benissimo per riprodurre battaglie in qualsiasi ambientazione. Non sarebbe male realizzare degli scenari e delle house rule per creare un Command & Colors 150th anniversario un po’ più nostrano… Dopotutto gli anni sono sempre quelli ;)

    • Sinclair scrive:

      Infatti è stata proprio questa la considerazione da qui sono partito. Solferino, Novara, Volturno, perfino gli scontri a San Pancrazio della Repubblica Romana… si può lavorare su di una lista piuttosto nutrita di battaglie! Non sarebbe male trovare chi produce miniature in plastica (direi 1/72) riutilizzabili per il periodo risorgimentale.

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